Castelloni di San Marco con bambini: la nostra guida

Castelloni di San Marco: il labirinto di roccia da fare con i bambini

Non è una gita banale: bisogna organizzarsi bene su dove parcheggiare, quanto camminare e a che età portare i più piccoli. Vi raccontiamo passo dopo passo la nostra gita ai Castelloni di San Marco con bambini, dal parcheggio di Malga Fossetta fino alle 48 tappe del labirinto.

Cos'è il labirinto dei Castelloni di San Marco

I Castelloni di San Marco sono una formazione carsica a circa 1800 metri di quota, sul crinale nord dell'Altopiano di Asiago. Sono nati dall'erosione lenta dell'acqua sulla roccia calcarea: i solchi e le trincee naturali scavati nei millenni disegnano un vero dedalo di passaggi tra i blocchi di roccia, da cui il soprannome di "labirinto".

Durante la Prima Guerra Mondiale i soldati italiani utilizzarono questi passaggi naturali come ripari, e li resero percorribili con interventi che ancora oggi si riconoscono lungo il sentiero. È proprio questa combinazione di natura e storia a rendere il posto affascinante anche per bambini che di solito si stancano presto delle spiegazioni geologiche: qui la storia si tocca letteralmente con mano.

Camminando tra i blocchi di roccia si capisce subito perché il posto viene chiamato "labirinto": i corridoi naturali si aprono, si restringono e si intrecciano, con pareti alte anche diversi metri da entrambi i lati. In alcuni tratti la roccia forma delle vere e proprie gallerie coperte, in altri si cammina a cielo aperto tra spuntoni e fessure. È un ambiente diverso da qualsiasi altro sentiero di montagna fatto prima con i nostri bambini, ed è probabilmente questo l'elemento che li ha colpiti di più.

Per estensione ed articolazione dei passaggi, viene considerato il labirinto di roccia naturale più grande d'Italia: un dettaglio che ai bambini abbiamo raccontato più o meno così, come se stessero per entrare in una città di pietra tutta da esplorare. È bastato per tenerli concentrati e motivati per l'intera salita.

Come arrivare e dove parcheggiare: Malga Fossetta

Per raggiungere i Castelloni di San Marco con bambini piccoli, il punto di partenza più comodo è il parcheggio di Malga Fossetta, il più vicino all'ingresso del sentiero. Ci siamo arrivati in auto passando per Asiago e Gallio, seguendo le indicazioni per l'Altopiano.

Un avviso pratico che ci sentiamo di dare: l'ultimo tratto di strada prima del parcheggio è sterrato e piuttosto stretto, quindi conviene percorrerlo con calma, soprattutto se si incrocia un'altra auto in senso contrario. Si può partire anche dal Rifugio Barricata, ma quel percorso è più lungo e meno indicato se si viaggia con bambini piccoli.

Da Asiago il tragitto passa per Gallio e Campomulo, in un paesaggio di pascoli e boschi tipico dell'Altopiano dei Sette Comuni. È un tratto di strada che i bambini in auto vivono già come parte della gita, tra curve dolci e cambi di paesaggio, prima ancora di scendere e mettersi gli scarponi.

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Il percorso da Malga Fossetta al labirinto: quanto dura e per quali età

Dal parcheggio di Malga Fossetta al labirinto dei Castelloni di San Marco si cammina poco più di un'ora, su un sentiero che sale gradualmente nel bosco prima di entrare nella zona rocciosa.

È un tratto adatto a bambini dai 6 anni in su, a patto che siano già abituati a camminare in montagna. Non è un percorso impegnativo dal punto di vista tecnico, ma richiede gambe allenate e la pazienza di affrontare una salita pressoché continua. Con bambini più piccoli o poco abituati al cammino conviene mettere in conto tempi più lunghi.

Il sentiero attraversa prima un tratto di bosco, poi si apre gradualmente verso la zona rocciosa dell'Altopiano. Il passeggino qui non serve a nulla: meglio scarponcini da montagna anche per i più piccoli, uno zaino con acqua per ognuno e, se possibile, dei bastoncini da trekking per chi fa già più fatica in salita. Abbiamo trovato il sentiero ben tenuto e con una segnaletica chiara, quindi il rischio di perdere la direzione prima di arrivare al labirinto è minimo.

La sosta pranzo prima del labirinto

Prima di entrare nel labirinto ci siamo fermati per il pranzo al sacco, come facciamo di solito in queste gite. È stata anche una pausa utile per far riposare le gambe prima della parte più divertente, e più impegnativa, del percorso.

Lungo il sentiero non ci sono rifugi né punti ristoro, quindi conviene partire già organizzati con acqua e cibo a sufficienza per tutta la giornata. Ci siamo seduti su un prato appena fuori dal bosco, con vista aperta sui pascoli dell'Altopiano: un punto tranquillo dove i bambini hanno anche potuto correre un po' prima di infilarsi tra le rocce.

Dentro il labirinto: le 48 tappe tra le rocce

Il labirinto dei Castelloni di San Marco è organizzato in 48 tappe numerate e ben segnalate, che guidano passo dopo passo tra i passaggi di roccia senza rischio di perdersi.

Ai nostri bambini è piaciuto moltissimo: è più un gioco che una camminata, tra spacchi stretti, piccole gallerie naturali e massi da scavalcare per passare da una tappa all'altra. Diversi passaggi vanno affrontati chinati o carponi, altri richiedono di calarsi con le mani su un gradino di roccia: sono proprio questi i punti che i bambini hanno vissuto come le prove più divertenti dell'intero percorso.

In alcuni tratti serve comunque l'aiuto di un adulto, soprattutto dove i passaggi sono più stretti o dove il dislivello tra un blocco di roccia e l'altro è più marcato. Non abbiamo mai avuto la sensazione di trovarci in un punto pericoloso: con un minimo di attenzione da parte nostra e seguendo con ordine la numerazione delle tappe, il percorso si è svolto in totale sicurezza, e la sensazione di avventura è rimasta intatta per tutta la visita.

Contare le tappe una a una, dalla numero 1 alla numero 48, è diventato per i bambini un gioco a sé: ogni volta che trovavano il numero successivo su una roccia era una piccola vittoria, e questo ha reso naturale anche affrontare i punti più impegnativi senza lamentarsi troppo della fatica.

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Per chi è adatta questa gita

I Castelloni di San Marco con bambini sono una meta che consigliamo a chi ha figli che amano l'avventura e i contesti dinamici, non a chi cerca una passeggiata piatta e tranquilla. Tra la salita per arrivare, la sosta pranzo e l'esplorazione del labirinto, si tratta di una giornata intera all'aria aperta, pensata per famiglie già abituate a camminare in montagna.

Il periodo più indicato va da fine primavera a inizio autunno, quando il sentiero è asciutto e le rocce del labirinto non sono scivolose per pioggia o neve residua. Scarpe da trekking con una buona suola sono quasi obbligatorie: nella parte finale del percorso e dentro il labirinto si cammina spesso su roccia, e una scarpa da ginnastica normale non dà lo stesso appoggio.

Se cercate qualcosa di più adatto a bambini piccolissimi o alle prime gite in montagna, il nostro racconto del Sentiero Excalibur a Tonezza del Cimone è un'alternativa più leggera, con un tema fiabesco pensato apposta per i più piccoli.

 

 

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